
Iperammortamento 2026: Un’opportunità concreta per chi investe in gru su autocarro
Iperammortamento 2026: guida completa per chi investe in gru su autocarro
Con la Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) torna l’iperammortamento, che sostituisce definitivamente i crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0. Per le imprese che acquistano gru su autocarro o nuovi allestimenti, la misura rappresenta un vantaggio fiscale concreto e immediato, a condizione di pianificare correttamente l’investimento. Ecco tutto quello che devi sapere, aggiornato al DL 38/2026 del 28 marzo.
Indice
- Cos’è l’iperammortamento 2026 e cosa cambia rispetto al passato
- Chi può accedere all’agevolazione
- Percentuali di maggiorazione e scaglioni
- Quali beni sono agevolabili (e le gru su autocarro rientrano?)
- La novità del DL 38/2026: eliminato il vincolo Made in EU
- Come funziona nella pratica (con esempio)
- Cumulabilità con altri incentivi
- Cosa fare prima di acquistare
- Come Fassi Emilia supporta il tuo investimento
1. Cos’è l’iperammortamento 2026 e cosa cambia rispetto al passato
L’iperammortamento è una super deduzione fiscale che consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile un valore del bene acquistato superiore al suo costo reale. Non riduce direttamente le tasse da pagare come un credito d’imposta, ma abbatte la base imponibile IRES/IRPEF su cui le imposte vengono calcolate.
La Legge di Bilancio 2026 (commi 427-436, art. 1, L. n. 199/2025) reintroduce questo meccanismo per il triennio 2026-2028, in sostituzione dei crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0. A differenza dei crediti d’imposta, che si recuperavano in F24 in quote annuali, l’iperammortamento agisce direttamente sulle quote di ammortamento deducibili, con un effetto più immediato sulla fiscalità corrente.
Gli elenchi dei beni ammissibili sono ora riportati negli Allegati IV e V della stessa legge di bilancio, e non più nei vecchi Allegati A e B della L. 232/2016. Il software 4.0, escluso dagli incentivi nel 2025, rientra nuovamente tra i beni agevolabili.
2. Chi può accedere all’agevolazione
Possono beneficiare dell’iperammortamento 2026 tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, senza distinzioni di forma giuridica (SRL, SPA, SNC, ditta individuale), settore economico, dimensione aziendale o regime contabile (ordinario o semplificato).
Gli investimenti devono essere destinati a strutture produttive ubicate in Italia. Sono invece escluse le imprese in stato di liquidazione, fallimento o procedure concorsuali, e quelle con inadempienze contributive o in materia di sicurezza sul lavoro (DURC irregolare).
3. Percentuali di maggiorazione e scaglioni
La maggiorazione del costo del bene, rilevante esclusivamente ai fini fiscali, è articolata in tre scaglioni progressivi applicati sugli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028:
| Investimento totale | Maggiorazione | Cosa significa |
|---|---|---|
| Fino a 2,5 milioni di euro | +180% | Deduci quasi il triplo del costo reale |
| Da 2,5 a 10 milioni di euro | +100% | Deduci il doppio del costo reale |
| Da 10 a 20 milioni di euro | +50% | Deduci 1,5 volte il costo reale |
Le maggiorazioni si applicano per scaglioni progressivi, non sull’intero investimento. Oltre i 20 milioni di euro non è prevista ulteriore agevolazione.
4. Quali beni sono agevolabili (e le gru su autocarro rientrano?)
Sono ammissibili all’iperammortamento 2026 due categorie principali di beni.
A) Beni materiali e immateriali 4.0 (Allegati IV e V)
Macchinari, impianti, software e sistemi interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Rientrano tra questi i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il paradigma 4.0: sensori, azionamenti, sistemi di controllo e monitoraggio remoto, componentistica meccatronica ad alta efficienza.
Le gru su autocarro dotate di sistemi di controllo computerizzato, telemetria, monitoraggio da remoto dei parametri operativi e interconnessione al sistema gestionale aziendale possono rientrare in questa categoria. La verifica tecnica preliminare è indispensabile: non tutti i modelli sono automaticamente idonei.
B) Beni per autoproduzione di energia rinnovabile
Impianti e sistemi di stoccaggio per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo. Per gli impianti fotovoltaici rimangono specifici requisiti tecnici UE sull’efficienza dei moduli.
5. La novità del DL 38/2026: eliminato il vincolo Made in EU
Aggiornamento importante: il Decreto-Legge n. 38/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2026 ed entrato in vigore il 28 marzo, ha eliminato il vincolo che limitava l’agevolazione ai soli beni prodotti in uno Stato membro dell’UE o dello Spazio Economico Europeo.
La modifica si applica retroattivamente a tutti gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026, ampliando significativamente la platea dei fornitori agevolabili. L’unica eccezione riguarda i moduli fotovoltaici per l’energia solare, per i quali rimane il requisito di provenienza UE.
Si attende ancora la pubblicazione del Decreto attuativo MIMIT-MEF che definirà le modalità operative e la piattaforma GSE per la trasmissione delle comunicazioni.
6. Come funziona nella pratica (con esempio)
L’iperammortamento non eroga un contributo in denaro: agisce aumentando il valore fiscalmente deducibile del bene, riducendo così l’imponibile IRES/IRPEF per tutta la durata dell’ammortamento.
Esempio pratico: un’impresa acquista una gru su autocarro con sistemi 4.0 (telemetria, controllo remoto, interconnessione al gestionale) per un valore di 150.000 euro. Il modello è disponibile anche tra le nostre unità in pronta consegna.
- Costo reale del bene: 150.000 euro
- Maggiorazione al +180% (scaglione fino a 2,5 mln): 150.000 x 180% = 270.000 euro
- Costo fiscalmente deducibile: 150.000 + 270.000 = 420.000 euro
- Le quote di ammortamento vengono calcolate su 420.000 euro invece di 150.000 euro
- Con aliquota IRES al 24%, il risparmio fiscale aggiuntivo sull’intero periodo è di circa 64.800 euro
Il beneficio è differito nel tempo e si distribuisce lungo la durata dell’ammortamento. Non riduce gli acconti IRES/IRPEF dovuti per il 2026.
In caso di cessione o trasferimento all’estero del bene durante il periodo di fruizione, le quote residue del beneficio non si perdono se nello stesso periodo d’imposta viene acquistato un bene nuovo con caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori. Se il nuovo bene ha un costo inferiore, l’agevolazione prosegue fino a concorrenza del nuovo valore.
7. Cumulabilità con altri incentivi
L’iperammortamento 2026 è cumulabile con altri incentivi nazionali o europei, a due condizioni:
- non vengono finanziate le stesse quote di costo con più agevolazioni;
- la somma totale dei benefici non supera il costo effettivamente sostenuto.
Attenzione: è esplicitamente esclusa la cumulabilità con i crediti d’imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0 per investimenti che ne abbiano già beneficiato. L’impresa deve scegliere quale agevolazione applicare al singolo investimento.
8. Cosa fare prima di acquistare
Per non perdere l’agevolazione è necessario pianificare con anticipo ogni fase. I tre passaggi fondamentali:
- Verifica tecnica preliminare del bene: la gru o l’allestimento deve rispettare i requisiti 4.0 richiesti (interconnessione, sensori, sistemi di monitoraggio). Non tutti i modelli sono automaticamente idonei. Il nostro servizio di verifica tecnica supporta le imprese in questa fase.
- Pianificazione delle tempistiche: ordine, produzione, allestimento e messa in funzione del mezzo devono avvenire entro il 30 settembre 2028. Anticipare la valutazione evita il rischio di perdere il beneficio per ritardi.
- Predisposizione della documentazione tecnica: è indispensabile una perizia o dichiarazione del fornitore che attesti i requisiti 4.0 del bene e la sua effettiva interconnessione al sistema aziendale. È la documentazione che protegge l’impresa in caso di controlli.
9. Come Fassi Emilia supporta il tuo investimento
Fassi Emilia è concessionaria ufficiale Fassi Gru per l’Emilia-Romagna e affianca le imprese in tutte le fasi dell’investimento: dalla scelta del modello più adatto alle esigenze operative, fino all’analisi dei requisiti tecnici 4.0 richiesti per accedere all’agevolazione.
Il nostro team offre una consulenza tecnica dedicata e si coordina con i consulenti fiscali dell’impresa per verificare l’idoneità del bene, supportare la predisposizione della documentazione e ottimizzare la pianificazione dell’ordine rispetto alle scadenze normative.
Se stai valutando l’acquisto di una gru su autocarro o un nuovo allestimento nel 2026, contattaci per una consulenza tecnica dedicata. Pianificare oggi significa non perdere un’opportunità fiscale concreta.
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Riferimenti normativi: Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 427-436 — Decreto-Legge 27 marzo 2026, n. 38, art. 7 (eliminazione vincolo Made in EU) — Allegati IV e V alla L. n. 199/2025 (beni agevolabili).
Il Decreto attuativo MIMIT-MEF, che definirà le modalità operative e la piattaforma GSE per le comunicazioni, non era ancora stato pubblicato alla data di aggiornamento di questo articolo. Si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti prima di finalizzare l’investimento.




