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Pubblicato il 17 Giugno 2026

Olio idraulico per gru: temperatura, controllo e cambio

Categoria: BLOG

Su una gru idraulica l’olio non è un semplice lubrificante: è il fluido che trasmette la forza dalla pompa ai cilindri e che permette al braccio di muoversi in modo preciso. Quando l’olio idraulico della gru è del tipo giusto, alla temperatura giusta e cambiato quando serve, i movimenti restano regolari e i componenti durano. Quando viene trascurato, aumentano usura, perdite di precisione e rischio di fermo macchina. In questo articolo vediamo a cosa serve, perché la temperatura di esercizio conta, come accorgersi che l’olio è degradato e ogni quanto controllarlo e sostituirlo.

A cosa serve l’olio idraulico nella gru

In una gru articolata per autocarro l’olio svolge più funzioni contemporaneamente. Trasmette la potenza generata dalla pompa fino agli attuatori, lubrifica le parti in movimento, dissipa parte del calore prodotto dal lavoro e protegge i componenti interni da corrosione e ossidazione. È un fluido sotto pressione: nei sistemi di sollevamento le pressioni di esercizio sono spesso elevate e possono superare i 27,5 MPa, quindi la qualità del fluido incide direttamente sulla risposta dei comandi.

Il film d’olio è ciò che evita il contatto diretto fra le superfici metalliche di pompe, valvole e cilindri di sollevamento. Se questo film si assottiglia, il metallo lavora contro il metallo e l’usura accelera.

Quale olio idraulico per gru: viscosità e classificazione

La caratteristica più importante è la viscosità. Si indica con la scala ISO VG, che esprime la viscosità cinematica in centistokes (cSt) misurata a 40 °C: un olio ISO VG 46, per esempio, ha circa 46 cSt a quella temperatura. La gradazione va scelta in base al clima in cui lavora il mezzo:

GradazioneViscosità a 40 °CClima consigliatoIndicazione d’uso
ISO VG 32circa 32 cStClimi rigidiImpianti che lavorano spesso a basse temperature
ISO VG 46circa 46 cSt0 °C – 50 °CGradazione più versatile, standard nei climi temperati europei
ISO VG 68circa 68 cStClimi caldiUsi gravosi e continuativi, temperature di esercizio più alte

Conta anche il tipo di fluido. Gli oli classificati ISO L-HM (corrispondenti alla norma DIN 51524 parte 2, HLP) sono indicati per impianti che lavorano a temperatura costante o controllata. Per le macchine mobili che operano all’aperto, come le gru su autocarro, sono invece più adatti i fluidi ISO L-HV (DIN 51524 parte 3, HVLP): contengono additivi che stabilizzano l’indice di viscosità, così l’olio non si fluidifica troppo a caldo né si addensa eccessivamente con il freddo. La differenza è concreta: un ISO VG 46 monogrado mantiene prestazioni utili indicativamente tra -5 °C e +80 °C, mentre una formulazione multigrado ad alto indice di viscosità copre un intervallo più ampio, all’incirca da -15 °C a +90 °C.

Una regola pratica vale per tutti i rabbocchi: usare sempre olio dello stesso tipo e gradazione già presente nell’impianto, o un prodotto dichiarato compatibile. Mescolare fluidi diversi può creare schiuma, separazioni e perdita di prestazioni.

Temperatura olio idraulico gru: la finestra di lavoro

La temperatura di esercizio è il parametro che più di ogni altro determina lo stato dell’olio. Per la maggior parte degli impianti idraulici mobili l’intervallo ottimale è compreso tra 40 °C e 60 °C. Dentro questa finestra la viscosità resta vicina al valore di progetto e i movimenti del braccio restano fluidi e prevedibili.

Quando l’olio scende molto al di sotto della viscosità di lavoro, e in particolare sotto circa 10 cSt, il film lubrificante diventa troppo sottile per separare le superfici metalliche, e usura e perdita di rendimento aumentano. Per questo motivo, se la temperatura tende a superare i 90 °C, conviene verificare o installare uno scambiatore di calore: temperature troppo alte fanno invecchiare l’olio e danneggiano guarnizioni e tubi flessibili, che già oltre gli 80-82 °C iniziano a irrigidirsi e a fessurarsi.

C’è una soglia da tenere a mente. Oltre i 60 °C la degradazione dell’olio accelera in modo esponenziale: per ogni 10 °C in più sopra quella soglia, la velocità delle reazioni chimiche che rovinano il fluido raddoppia, e la sua vita utile si dimezza. È un fenomeno irreversibile, che porta alla formazione di acidi, lacche e morchie nel circuito.

Anche il freddo va gestito. All’avvio in clima rigido l’olio è denso e la pompa fatica ad aspirarlo, con rischio di cavitazione. La buona pratica è scaldare il fluido con alcuni cicli leggeri prima di lavorare a pieno carico. Sulle gru moderne il controllo termico è in parte gestito da soluzioni dedicate: Fassi, per esempio, adotta il sistema XF (Extra Fast), con valvole di blocco idropilotate e distributori proporzionali che riducono le perdite di carico e contengono il riscaldamento dell’olio anche nei cicli intensi.

Segnali di olio degradato o contaminato

Diversi indizi visibili a occhio segnalano che l’olio idraulico va controllato o cambiato:

  • Aspetto lattiginoso o opalescente, segno di acqua di condensa nel circuito.
  • Colore molto scuro e odore di bruciato, tipici di un olio surriscaldato e ossidato.
  • Presenza di schiuma, che indica aria nel sistema o contaminazione.
  • Movimenti del braccio diventati “spugnosi” o irregolari, spesso legati ad aria intrappolata o a perdita di viscosità.

Per una valutazione oggettiva si ricorre all’analisi di laboratorio del fluido. Le misure più usate sono la viscosità a 40 °C e 100 °C, il TAN (l’indice di acidità, che cresce con l’ossidazione) e il conteggio delle particelle secondo ISO 4406, con un livello di pulizia di riferimento intorno a 21/19/16 per gli impianti con valvole proporzionali. L’analisi spettrometrica dei metalli completa il quadro: ferro, rame, alluminio, cromo e silicio raccontano quali componenti si stanno usurando e se c’è contaminazione dall’esterno.

Ogni quanto controllare e cambiare l’olio

Il controllo del livello è un’operazione quotidiana, da fare prima di iniziare a lavorare. Per una lettura corretta la gru deve essere su una superficie piana, con il braccio abbassato e ripiegato, gli sfili rientrati e gli stabilizzatori sollevati: in questa configurazione la maggior parte dell’olio è tornata nel serbatoio e il valore sulla spia o sull’astina è attendibile. Il rabbocco va sempre fatto attraverso il filtro di riempimento, per non introdurre polvere.

La cura dei filtri segue scadenze regolari. La cartuccia del filtro di ritorno si controlla indicativamente intorno alle 250 ore di lavoro e si sostituisce dopo i primi mesi di rodaggio, poi una volta l’anno; il filtro di aspirazione e quello dell’aria sul tappo si puliscono agli intervalli previsti dal libretto. Una volta al mese conviene anche scaricare dal fondo del serbatoio l’acqua di condensa e i sedimenti che si accumulano nel tempo.

Per il cambio dell’olio idraulico della gru non esiste un numero valido per tutti: dipende dalle ore di lavoro, dal tipo di olio e dalle condizioni d’uso. Le indicazioni dei costruttori di gru su autocarro convergono su alcuni punti pratici:

  • Una prima sostituzione “di rodaggio” pochi mesi dopo la messa in servizio della gru.
  • A regime, cambio completo indicativamente ogni 2.000 ore di lavoro oppure ogni 2 anni per gli oli minerali. Nell’uso normale o leggero molti si regolano su base annuale.
  • Con un’analisi periodica del fluido l’intervallo si può estendere in sicurezza quando i parametri restano nei limiti: gli oli sintetici arrivano anche a 3 anni se il controllo annuale è superato.

Per seguire davvero il piano del costruttore conviene installare un contaore sul comando della presa di forza (PTO): senza, è difficile sapere quante ore ha realmente lavorato la gru. Vale comunque un principio di prudenza: anche con poche ore all’attivo, meglio non superare i 2 anni senza rinnovare l’olio, perché l’ossidazione procede comunque nel tempo.

L’olio alimenta i cilindri attraverso il circuito messo in pressione dalla pompa, a sua volta azionata proprio dalla presa di forza. Ogni intervento sul fluido va quindi eseguito con la macchina in sicurezza e seguendo il libretto del mezzo.

Cosa succede se l’olio viene trascurato

Un olio vecchio, sporco o alla temperatura sbagliata non resta un problema “silenzioso”. Le conseguenze si vedono sul lavoro: comandi meno precisi, oscillazioni del carico, movimenti rallentati, maggiore consumo dei componenti idraulici e, nei casi peggiori, guasti alla pompa o alle valvole che fermano la gru. Sostituire l’olio e curare i filtri costa molto meno di una riparazione su pompa, distributore o cilindri. È una delle attività di manutenzione con il miglior rapporto tra spesa e continuità operativa.

Come Fassi Emilia può supportarti

Scegliere la gradazione corretta, programmare i controlli e gestire il cambio dell’olio è più semplice con un partner tecnico vicino. Fassi Emilia fornisce olio e ricambi per gru coerenti con le specifiche del costruttore, segue gli interventi di manutenzione e riparazione e interviene anche in cantiere con l’officina mobile quando serve un controllo sul posto.

Vuoi programmare il controllo o il cambio dell’olio idraulico della tua gru? Contatta Fassi Emilia e trova il supporto tecnico più vicino a te.

Domande frequenti su olio idraulico per gru

Quale olio idraulico usare per una gru su autocarro?

Per i mezzi che lavorano all’aperto si usano in genere oli ad alto indice di viscosità (tipo HVLP). La gradazione più diffusa nei climi temperati italiani è la ISO VG 46, con VG 32 per il freddo e VG 68 per gli usi caldi o gravosi. Va sempre seguita la specifica indicata sul libretto del mezzo.

A quale temperatura deve lavorare l’olio idraulico?

L’intervallo ottimale per la maggior parte degli impianti mobili è tra 40 °C e 60 °C. Oltre i 60 °C la degradazione accelera; se la temperatura tende a superare i 90 °C conviene verificare o installare uno scambiatore di calore.

Ogni quanto si cambia l’olio idraulico della gru?

Dipende da ore di lavoro, tipo di olio e condizioni d’uso. I costruttori di gru su autocarro convergono su una prima sostituzione di rodaggio nei primi mesi, poi un cambio completo indicativamente ogni 2.000 ore di lavoro o ogni 2 anni per gli oli minerali (su base annuale nell’uso normale). Con l’analisi periodica del fluido l’intervallo si può estendere. Il controllo del livello, invece, è quotidiano: utile installare un contaore sulla presa di forza per seguire il piano del costruttore.

Come capisco se l’olio è da cambiare?

Olio lattiginoso (acqua), colore molto scuro o odore di bruciato (surriscaldamento), schiuma e movimenti del braccio “spugnosi” sono segnali da non ignorare. Per una valutazione precisa si usa l’analisi di laboratorio (viscosità, acidità, conteggio particelle e metalli da usura).

Posso mescolare oli idraulici diversi nel rabbocco?

È sconsigliato. Per i rabbocchi va usato olio dello stesso tipo e gradazione già presente nell’impianto, o un prodotto dichiarato compatibile dal costruttore. Mescolare fluidi diversi può causare schiuma, separazioni e perdita di prestazioni.

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