
Verifica periodica delle gru su autocarro: procedure e normative in Italia
La verifica periodica delle gru su autocarro è un controllo obbligatorio previsto dal D.Lgs. 81/2008 per gli apparecchi di sollevamento con portata superiore a 200 kg. La cadenza dipende dal settore in cui il mezzo lavora e dalla sua età: annuale per costruzioni, siderurgia, ambito portuale ed estrattivo; negli altri settori biennale fino a 10 anni dalla fabbricazione, annuale dopo. La prima verifica spetta all’INAIL, le successive alla ASL o a un soggetto abilitato dal Ministero del Lavoro. In questa guida trovi cadenze, iter di richiesta, fasi del controllo, documenti da conservare e a chi affidare la gestione in Emilia Romagna.
Cos’è la verifica periodica di una gru su autocarro
La verifica periodica, che nel parlato di cantiere diventa spesso “revisione della gru”, è il controllo tecnico con cui un ente terzo accerta che una gru articolata per autocarro mantenga nel tempo le condizioni di sicurezza con cui è stata messa in servizio. Non è un’occhiata veloce al mezzo: il verificatore esamina la struttura, l’impianto idraulico e i dispositivi di sicurezza, e controlla che la documentazione sia in regola.
L’obbligo riguarda gli apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 kg non azionati a mano, quindi la quasi totalità delle gru su autocarro. A doverla richiedere è il datore di lavoro: l’articolo 71 del D.Lgs. 81/2008 gli assegna la responsabilità di mantenere le attrezzature in buono stato e di sottoporle ai controlli previsti.
Un chiarimento che evita fraintendimenti: la verifica periodica non sostituisce la manutenzione. La prima è un controllo di terza parte con scadenze di legge, la seconda è un’attività continuativa che resta in capo all’azienda secondo le indicazioni del costruttore.
La normativa: D.Lgs. 81/2008, Allegato VII e D.M. 11 aprile 2011
Il quadro parte dal D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. L’articolo 71 fissa gli obblighi del datore di lavoro, mentre l’Allegato VII elenca le attrezzature soggette a verifica e le relative cadenze. Le modalità pratiche stanno nel D.M. 11 aprile 2011, il decreto che disciplina come si svolgono le verifiche, chi può eseguirle e con quali criteri vengono abilitati i soggetti privati. Le tariffe sono invece fissate con un decreto separato, come prevede lo stesso D.M.
Sul fronte tecnico, progettazione e prove delle gru da carico seguono la norma EN 12999, il riferimento armonizzato per queste attrezzature.
Ogni quanto vanno fatte le verifiche periodiche
Qui l’Allegato VII è più articolato di quanto si legga spesso online: la cadenza non è unica, dipende dal settore di impiego del mezzo e dal suo anno di fabbricazione.
- Verifica annuale per le gru che lavorano in costruzioni, siderurgia, ambito portuale ed estrattivo, a prescindere dall’età.
- Verifica biennale negli altri settori, per gli apparecchi fabbricati da non più di 10 anni.
- Verifica annuale negli altri settori, quando l’apparecchio ha più di 10 anni.
Per chi lavora in edilizia la regola è quindi l’anno, non i due anni che compaiono su molte pagine web. Prima di pianificare le scadenze conviene inquadrare il settore di impiego effettivo del mezzo e l’anno di fabbricazione.
Due scadenze arrivano invece da norme diverse dall’Allegato VII. Funi e catene vanno controllate ogni tre mesi, come prevede l’Allegato VI del D.Lgs. 81/2008 quando il fabbricante non indica una cadenza diversa, e gli esiti si annotano sul registro di controllo. A 20 anni dalla messa in servizio scatta poi l’indagine supplementare prevista dal D.M. 11 aprile 2011, la cosiddetta verifica ventennale.
Tutto parte dalla messa in servizio: il mezzo deve avere la dichiarazione CE di conformità e va comunicato all’INAIL, che gli assegna la matricola. Da quel momento decorrono le scadenze delle verifiche.
Gli accessori di sollevamento (ganci, brache, fasce) seguono un binario diverso: controlli prima dell’uso e secondo le indicazioni del fabbricante, con esiti tracciati.
Chi può eseguire la verifica e in quali tempi
La prima verifica periodica spetta all’INAIL, che deve intervenire entro 45 giorni dalla richiesta. Se il termine passa senza risposta, il datore di lavoro può rivolgersi a un soggetto abilitato, pubblico o privato, iscritto negli elenchi del Ministero del Lavoro. Per le verifiche successive la richiesta va alla ASL territorialmente competente oppure direttamente a un soggetto abilitato.
Un consiglio pratico: presentare la richiesta con buon anticipo rispetto alla scadenza. Un’attrezzatura che arriva a scadenza senza verbale valido non dovrebbe lavorare, e i tempi degli enti non li decide l’azienda.
Scadenze, richieste e burocrazia
delle verifiche? Ci pensa Fassi Emilia
Come si svolge la verifica: le tre fasi
Il D.M. 11 aprile 2011 indica cosa deve fare il verificatore. In pratica il controllo si divide in tre parti.
1. Identificazione e documenti
Il verificatore identifica la gru (costruttore, tipo e numero di fabbrica, anno di costruzione, matricola INAIL) e prende visione della dichiarazione CE di conformità, dei diagrammi di portata e delle istruzioni per l’uso. Controlla che la configurazione del mezzo sia tra quelle previste dal fabbricante e che il registro di controllo sia tenuto regolarmente.
2. Stato di conservazione
Segue l’esame dello stato di conservazione della gru: saldature, assenza di cricche e deformazioni, corrosione, condizioni di tubi, raccordi e pistoni.
3. Prove di funzionamento e dispositivi di sicurezza
Con la gru in movimento si provano rotazione, sfilo e sollevamento, la tenuta dell’impianto idraulico nelle diverse posizioni di lavoro e il comportamento degli stabilizzatori. Il verificatore controlla anche l’efficienza dei dispositivi di sicurezza: limitatore di momento, fine corsa, valvole di blocco.
La documentazione da tenere in ordine
In caso di controllo da parte di ASL o Ispettorato del Lavoro, questi documenti devono essere disponibili:
- il libretto di uso e manutenzione della gru;
- il registro di controllo, con manutenzioni e verifiche trimestrali di funi e catene;
- i verbali delle verifiche periodiche, con esito ed eventuali prescrizioni;
- la dichiarazione CE di conformità ai sensi della Direttiva macchine 2006/42/CE e la matricola INAIL.
Quando la gru lavora fuori dalla sede aziendale, come succede a una gru su autocarro in cantiere, deve avere con sé un documento che attesti l’ultimo controllo con esito positivo (art. 71, comma 10).
La documentazione mancante è di per sé una violazione sanzionabile, a prescindere dallo stato reale del mezzo: la conservazione dei verbali e delle registrazioni dei controlli è un obbligo dell’art. 71 (commi 9 e 11), e la sua violazione è punita con sanzione amministrativa dall’art. 87, comma 4.
Verifica periodica, revisione, collaudo, ventennale: facciamo ordine
I termini si confondono facilmente. “Revisione della gru” e “collaudo della gru” sono i nomi con cui in officina e in cantiere si chiama la verifica periodica dell’attrezzatura di sollevamento: nella sostanza indicano lo stesso adempimento. Altra cosa è la revisione del veicolo in Motorizzazione, che riguarda l’autocarro e segue il Codice della strada, con scadenze proprie.
La verifica ventennale (tecnicamente indagine supplementare, introdotta dal D.M. 11 aprile 2011) è invece un controllo approfondito sulle gru in esercizio da oltre 20 anni: cerca vizi, difetti o anomalie prodotti dall’uso e stabilisce la vita residua della gru, con le eventuali nuove portate nominali. Si esegue secondo le norme tecniche, anche con controlli non distruttivi sulle parti strutturali, e durante le verifiche periodiche il datore di lavoro deve esibirne le risultanze. Ne parliamo nell’articolo dedicato alla verifica ventennale delle gru.
Arrivare pronti alla verifica: la manutenzione preventiva
Arrivare al controllo con il mezzo in ordine riduce prescrizioni e fermi. Le attenzioni che pesano di più: livello e stato dell’olio idraulico, condizioni di tubi flessibili e raccordi, funzionamento di comandi e dispositivi di sicurezza, registro delle manutenzioni aggiornato. Se qualcosa non convince, un passaggio in officina per manutenzione o riparazione prima della verifica costa meno di una prescrizione dopo.
Cosa succede se la verifica non viene fatta
L’omissione espone il datore di lavoro a sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 81/2008; gli importi vengono aggiornati nel tempo, quindi le cifre trovate in rete vanno prese con cautela. Se con un’attrezzatura non verificata si verifica un infortunio, la questione assume rilievo penale. Gli organi di controllo possono anche fermare il mezzo fino al ripristino della conformità, e in caso di sinistro la copertura assicurativa può essere contestata.
A chi affidare le verifiche periodiche in Emilia Romagna
L’obbligo resta del datore di lavoro, ma la gestione pratica dell’iter può essere affidata a un centro assistenza specializzato. In Emilia Romagna se ne occupa Fassi Emilia: tiene sotto controllo le scadenze, si interfaccia con INAIL e ASL, segue la parte burocratica delle verifiche periodiche, straordinarie e ventennali e prepara il mezzo al controllo nelle officine di Modena e Bentivoglio. Così l’azienda arriva alla verifica con i documenti in ordine e la gru efficiente, senza rincorrere gli adempimenti.
Fassi Emilia non esegue la verifica di legge, che resta compito di INAIL, ASL o soggetti abilitati: ne gestisce l’iter e affianca il cliente prima e dopo il controllo, dalla manutenzione preventiva alla sistemazione delle eventuali prescrizioni.
Devi programmare una verifica
periodica o ventennale?
Domande frequenti sulla verifica periodica delle gru su autocarro
La verifica periodica della gru su autocarro è annuale o biennale?
Dipende dal settore di impiego e dall’età dell’apparecchio, come previsto dall’Allegato VII del D.Lgs. 81/2008: annuale per costruzioni, siderurgico, portuale ed estrattivo; negli altri settori biennale fino a 10 anni dalla fabbricazione, annuale dopo. Per una gru che lavora in cantiere edile la cadenza è quindi annuale.
A chi si richiede la verifica periodica e in quali tempi?
La prima verifica si richiede all’INAIL, che deve intervenire entro 45 giorni; se il termine passa senza risposta ci si può rivolgere a un soggetto abilitato. Le verifiche successive si richiedono alla ASL competente o direttamente a un soggetto abilitato iscritto negli elenchi del Ministero del Lavoro. La richiesta è un obbligo del datore di lavoro.
Chi può gestire l’iter delle verifiche periodiche delle gru in Emilia Romagna?
Il datore di lavoro può affidare la gestione a un centro assistenza specializzato. In Emilia Romagna Fassi Emilia si occupa dell’intero iter delle verifiche periodiche, straordinarie e ventennali: monitora le scadenze, si interfaccia con INAIL e ASL, cura la parte burocratica e prepara il mezzo al controllo nelle officine di Modena e Bentivoglio. La verifica di legge resta a carico di INAIL, ASL o soggetti abilitati.
Verifica periodica e revisione della gru sono la stessa cosa?
Nella pratica sì: “revisione della gru” è il nome comune della verifica periodica dell’attrezzatura di sollevamento. Va invece tenuta distinta la revisione del veicolo in Motorizzazione, che riguarda l’autocarro e segue il Codice della strada.
Cosa rischia chi non fa la verifica periodica?
Sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 81/2008, il possibile fermo dell’attrezzatura da parte degli organi di controllo e, in caso di infortunio con mezzo non verificato, un profilo di responsabilità penale. Anche la copertura assicurativa può essere contestata in caso di sinistro.
Cosa succede quando la gru compie 20 anni?
Una gru in esercizio da oltre 20 anni va sottoposta all’indagine supplementare prevista dal D.M. 11 aprile 2011 (verifica ventennale): individua vizi, difetti o anomalie dovuti all’uso e stabilisce la vita residua della gru, con le eventuali nuove portate. Le risultanze vanno esibite durante le verifiche periodiche.




